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Il Piano di Sviluppo 2025
Il Piano di Sviluppo 2025 è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) il 27 gennaio 2025, conseguentemente all’approvazione del Consiglio di Amministrazione di Terna il 21 gennaio, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo 93/11, modificato dalla Legge 120/202030.

Il nuovo Piano 2025, successivo alla precedente edizione 2023, per il quale l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti (ARERA) si è espressa favorevolmente con il parere 4/2025/I/eel del 14 gennaio 2025, consolida il ruolo di Terna al servizio del Paese per un futuro decarbonizzato e sostenibile.

Terna riveste infatti un ruolo centrale nel processo di transizione energetica, sia come abilitatore di un sistema basato sempre più sulle fonti rinnovabili, sia come leader strategico di questo grande processo. Per raggiungere l’obiettivo globale di decarbonizzazione, infatti, la rete elettrica è il principale fattore abilitante, a cui si aggiungono anche una serie di temi fondamentali, legati proprio alla complessità del contesto attuale.

A tale fine sono pianificati interventi essenziali per il perseguimento degli obiettivi nazionali ed europei di transizione energetica, indipendenza, resilienza ed efficienza del sistema elettrico, in continuità con la precedente edizione del Piano 2023.

Il Piano è coerente con il PNIEC 2024, con gli scenari aggiornati Terna-Snam (Documento di Descrizione degli Scenari 2024) e con gli obiettivi di decarbonizzazione, che impongono nuove sfide al settore elettrico in coerenza con la previsione dell’andamento del fabbisogno energetico e della domanda da soddisfare.

Si prevede un incremento della capacità installata solare ed eolica di oltre 65 GW al 2030, rispetto l’installato al 2023, e di oltre 94 GW al 2035.

Considerato il complesso e sfidante contesto elettrico, sono state pianificate le opere più utili e urgenti secondo una priorità elettrica, ricercando al tempo stesso soluzioni innovative a bassa intensità di capitale, per ridurre i costi e massimizzare l’efficacia degli investimenti.
Il Piano di Sviluppo 2025 prevede un programma di investimenti di oltre 23 miliardi di euro nell’orizzonte decennale 2025-2034 (+10% rispetto al precedente Piano decennale), con valore complessivo, oltre l’orizzonte decennale, fino a circa 40 miliardi di euro, con l’intento di abilitare la transizione energetica e traguardare gli obiettivi in materia ambientale delineati dalle normative comunitarie sia nel medio che nel lungo termine.
Obiettivi e strategia di sviluppo

Alla luce delle sfide che caratterizzeranno il sistema elettrico in ragione dei trend di evoluzione attesi negli scenari energetici previsionali e dei cambiamenti climatici in atto, nell’ambito della pianificazione dello sviluppo della rete di trasmissione è necessario soddisfare i seguenti obiettivi del sistema elettrico:
Di seguito le principali numeriche del Piano di Sviluppo 2025 e i benefici attesi dal raggiungimento di tali obiettivi:
Necessità del Sistema e principali interventi pianificati

Il Piano di Sviluppo 2025 risponde alle esigenze del Paese in termini di infrastrutture, cercando di definire le priorità di sviluppo, ovvero quegli interventi che offrono il massimo valore per il sistema, facilitando gli investimenti necessari per la transizione energetica. Gli investimenti previsti dal Piano di Sviluppo 2025, abilitanti al raggiungimento dei benefici per il sistema, sono raggruppati nelle principali categorie di intervento: Connessioni NON FER, Connessioni FER, Grandi Progetti HVDC e Hypergrid, Interconnessioni, Interventi AAT.

Tali interventi rispondono a quattro finalità principali:
• Sviluppare infrastrutture abilitanti e innovative, funzionali al raggiungimento della capacità obiettivo efficiente, per aumentare i limiti di transito tra le sezioni di mercato e massimizzare lo scambio di energia;
• Risolvere le congestioni locali, garantendo l’esercizio in sicurezza all’interno delle zone di mercato, tramite la pianificazione di interventi intrazonali;
• Garantire la sicurezza dei sistemi elettrici e l’integrazione dei mercati tramite le interconnessioni, che consentono una gestione flessibile e bilanciata delle risorse energetiche, favorendo gli scambi tra le reti nazionali;
• Gestire le ingenti richieste di connessione rinnovabili attraverso soluzioni innovative, quale la definizione di un nuovo modello – la Programmazione Territoriale Efficiente - con lo scopo di assicurare efficienza nella realizzazione delle opere di rete abilitanti l’integrazione delle nuove risorse.

Relativamente all’ultima necessità sopra illustrata, la gestione di un ingente quantitativo di richieste di connessione, aumentate sempre di più negli ultimi anni, ha causato congestioni amministrative e difficoltà autorizzative, oltre che costi infrastrutturali più elevati per via della potenziale ridondanza di opere di rete. L’ampiezza del fenomeno richiede di considerare nuove variabili nella gestione della rete, in considerazione dell’obbligo normativo in capo a Terna di connettere alla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) tutti i soggetti che ne facciano richiesta.

Per tale motivo è stato introdotto il nuovo modello già citato di Programmazione Territoriale Efficiente, adottato da Terna per assicurare efficienza nella realizzazione delle opere abilitanti la connessione delle nuove risorse, minimizzando i costi per il sistema e l’impatto delle infrastrutture sul territorio.

Terna ha definito un nuovo processo di pianificazione territoriale e ambientale integrata e di programmazione efficiente delle infrastrutture di rete. Tale approccio consentirà di ottenere benefici sulla velocizzazione nell’autorizzazione delle opere, accelerando l’entrata in esercizio dei nuovi impianti, tenuto conto dei minori sviluppi di rete necessari. Ne conseguono anche una riduzione della complessità legata alla semplificazione nelle dinamiche dei tavoli tecnici, la contrazione dei costi complessivi di sistema e un minor impatto territoriale delle opere di rete.


30 L’art. 36 c.12 del decreto legislativo 93/11, come modificato dalla legge 120/2020, stabilisce che Terna debba predisporre ogni due anni un Piano di Sviluppo decennale della rete di trasmissione nazionale, sottoponendolo all’approvazione del Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica (MASE), una volta acquisiti i pareri delle regioni interessate e tenuto conto delle valutazioni formulate dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA).
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